COSA

L’esperienza, per la prima volta in Piemonte, è totalizzante: il visitatore viene preso per mano e guidato in un percorso culturale tra reale e virtuale alla ricerca di emozioni nuove e delicate, aprendo la mente verso sensazioni mai provate prima: colori, impressioni, sentimenti.


La mostra, ospitata al primo piano del Museo del Territorio, è divisa in quattro sezioni.

Il percorso inizia con l’incontro con i due artisti nell’area VR dove, con il supporto dell’oculus Quest 2, strumento di ultimissima generazione per il mondo virtuale, il pubblico vivrà in prima persona il racconto degli scenari che hanno ispirato l’arte di Van Gogh e Monet.

Il visitatore vive una tipica di Van Gogh, dall’alba al tramonto, nel villaggio francese di Arles. Dal risveglio nella camera da letto (La camera da letto di Van Gogh), il camminare per le scale, la  scoperta della casa dall’esterno (La Casa Bianca), l’avanzamento nei campi con l’incontro delle contadine (La Siesta), l’arrivo nel Campo di grano con i corvi e poi Un campo di grano con cipressi dove un effetto di velocità indica che la fine della giornata sta arrivando e la transizione a La Notte Stellata inizia, prima che finisca definitivamente il giorno con la pittura notturna sul lungomare (Notte stellata sul Rodano) e il ritorno alla camera da letto (La camera da letto di Van Gogh).

Con Monet si parte dal suo studio, per vedere in sequenza gli scenari e i colori che lo hanno maggiormente emozionato: dal rosso vibrante de I papaveri al giallo de I covoni, dal paesaggio innevato de La Gazza al guizzo dell’acqua del Tamigi di Parlamento, al tramonto. Gli scorci di Bordighera e il tocco leggero de Le Ninfee fino alla stazione, tema ricorrente nei quadri dell’Artista. 

La magia coinvolgente del VR saprà incantare il pubblico

La seconda sezione è dedicata alle riproduzioni delle opere più conosciute dei due Maestri, presentate come se si trovassero all’interno dei loro studi: tra queste Ramo di mandorlo fiorito e Mangiatori di patate per Van Gogh; Impressione. Levar del Sole e La Gare Saint-Lazare per Monet.

Le opere prendono vita nella terza area con contenuti multimediali che le rendono reali: il quadro si muove e sembra voler uscire fuori dalla cornice, stupendo il visitatore, che si prepara al gran finale tutto dedicato a Van Gogh: la multimedial art, l’area immersiva realizzata con il sistema Remix 4.0., brevettato da Next Exhibition. 

Un’esperienza emozionante in grado di far vivere genio e follia, passione e tormento dell’artista, raccontando, oltre alle sue opere, il rapporto speciale con il fratello attraverso stralci delle “Lettere al fratello Theo”.


Il Museo del Territorio Biellese (www.museo.comune.biella.it) è stato inaugurato nel 2001 nell’attuale sede dell’ex Convento di San Sebastiano. Il percorso di visita si sviluppa attraverso le sezioni Egizia, Precolombiana, Paleontologica, Archeologica e Storico-artistica.

La sala Egizia, oltre a numerosi reperti, conserva la mummia tolemaica Taaset con sarcofago dipinto. La recente sala delle Culture precolombiane offre un panorama completo e affascinante sui popoli delle Americhe preispaniche, dal Mesoamerica ai territori andini, prima dell’arrivo dei Conquistadores. Nella sezione Paleontologica è illustrata la vita quando a Biella, a partire dall’era pleistocenica, c’era un mare popolato da fauna e flora tropicale.

Nel grande salone sono raccolte le collezioni archeologiche, vestigia della storia dell’uomo nel biellese, le cui prime attestazioni si collocano intorno ai 110.000 anni fa. Dai reperti facenti capo all’uomo di Neanderthal si passa a quelli relativi all’occupazione della Burcina di Pollone, abitato prima, area sepolcrale poi, fino a giungere ai reperti che narrano dello sfruttamento delle aurifodinae della Bessa, oltre alle due necropoli romane di Cerrione e di Via Cavour a Biella. 

Il percorso di visita prosegue con la Sezione Storico-Artistica. A partire dalle testimonianze pittoriche del XII secolo, è possibile seguire l’evoluzione della cultura figurativa e del gusto collezionistico locale: opere cinquecentesche provenienti dalle più illustri botteghe vercellesi, lasciano il posto a dipinti Sei e Settecenteschi, con opere di scuola lombarda, ligure e veneta.

Le collezioni di Ottocento e Novecento, permettono di presentare la pittura piemontese di paesaggio con notevoli dipinti di Antonio Fontanesi, Marco Calderini, Giovanni Giani e Giovanni Piumati e inserire in un contesto culturale artistico più ampio la produzione di Lorenzo Delleani, nativo di Pollone e tra i maggiori esponenti della pittura di paesaggio della sua epoca.

Il percorso espositivo prosegue con il capolavoro divisionista di Emilio Longoni, Riflessioni di un affamato e opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Carlo Carrà, Cesare Maggi e Felice Carena, a testimonianza delle numerose collezioni private presenti sul territorio a partire dal secondo dopoguerra e termina con prestigiose opere dei maggiori esponenti delle Avanguardie storiche della prima metà del Novecento, come Renè Magritte, Paul Klee, Max Ernst, Marc Chagall, Joan Mirò e dei connazionali Giacomo Balla e Lucio Fontana.


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